giovedì 8 luglio 2021
LE DUE RAZZE A CONFRONTO Le due razze canine a confronto: a vederle l'una accanto all'altra sembrano molto diverse: se la prima appartiene al gruppo 5(cani di tipo schpitz e di tipo primitivo), la seconda appartiene al gruppo 1(cani da pastore e bovari); la prima viene dal lontano Giappone, l'altra è talmente nostrana, che esiste sul territorio italiano dai tempi del avanti Cristo; la prima va di moda adesso, e dunque occupa il primo posto tra le razze più costose, la seconda invece è stimata pochissimo, proprio perché è troppo abituale. Eppure hanno una cosa in comune: l'autodeterminazione! Sono cani che non si fanno comandare a fischietto, trattano il proprietario alla pari, come amico, non come padrone, e spesso, aimé, si mostrano più intelligenti di chi si trova dalla parte opposta del guinzaglio, cioè l'uomo. Queste, e tante altre razze canine sono capaci di valutare la situazione ed agire di conseguenza. Hanno il discernimento, e per questo non necessitano affatto del comando dell' uomo, per sapere cosa devono fare. Ma siccome l'essere umano è pieno di se, e vuole tutto sotto i suoi piedi, l'intelligenza di una razza viene valutata dall'ubbedienza istantanea ed automatica ai comandi(non sempre sensati) del uomo. E spesso vanno definiti "testa dura" le razze capaci di ragionare da se, come il pastore maremmano abruzzese, montagna di Pirenei, Berger de Brie, akita, huschi, e tante altre!!!
DELLA BUONA CUNOFILIA. "Ho un cane che non mi ascolta, mi ringhia, non si fa gestire!!!" leggo assai spesso nei gruppi dedicati alla questione cinofila! E, in seguito nei commenti scopro la "scuola di pensiero" di tipo: "cosa mangia il mio cane, lo faccio decidere al veterinario nutrizionista, a portare a spasso il mio cane ci pensa il dog sitter, a pettinare il mio cane ci pensa il toelettatore, a presentarlo ad un expo ci pensa l'handler, e quando si va in vacanza lo lascio in pensione" ! Certo, gli individui di questo tipo sono le galline dalle uova d'oro per l'industria fiorente che gravita attorno al settore cinofilo, ma... Secondo voi, il CANE riesce a capire chi è il suo effettivo proprietario, tra tutta questa marea di gente che lo maneggia? Il cane nell'età di 5 mesi, di solito sceglie tra i membri della famiglia il capobranco umano che segue di più, che ascolta di più, a chi permette di più, e di solito questa persona é quella che lo porta a spasso, che ci gioca, ma anche si impone con una ferma e irrimovibile autorità da farsi rispettare, esigendo l'obbedienza necessaria per la gestione del cane. Ma se invece del proprietario, la persona capace di fare ciò è estranea al nucleo familiare, come appunto il dog sitter, l'handler, l'addestratore/educatore, o l'operatore presso la pensione per cani? La risposta viene da sola... Sapete quante volte, avendo la pensione e l'addestramento mi è capitato vedere come i cani alla fine del tempo passato da me, non riconoscevano più i loro proprietari! I miei primi due lagotti, fratello e sorella, li ho avuti proprio così: dopo due settimane di avviamento al tartufo, quando il loro proprietario venne a ritirarli, gli hanno ringhiato ed abbaiato! E allora li ho comprati e me li son tenuti. Ed erano lagotti, i cani generalmente buoni e coccoloni. Ma immaginate se fossero di altre razze con la motivazione di razza differente, rivolto alla guardia o difesa personale, come i pastori tedeschi, dobermann o riesen schnauzer, oppure le razze con l'autodeterminazione come i PMA, Asia Centrale, Charplanina o Akita! Nella totale confusione dei ruoli il cane non considera il suo effettivo proprietario capobranco, ma uno che convive sotto lo stesso tetto, e dunque non lo ascolta, non gli obbedisce! Una domanda però la vorrei porre a questi signori, chiamiamo li così, proprietari: se siete così indaffarati da non avere tempo per dedicarlo al vostro cane, perché l'avete preso? Che cos'è per voi? Un pezzo d'arredamento del salotto di lusso? Il modo da far vedere agli altri che avete i soldi da pagare una staff di servi? Il cane è un essere vivente della specie differente dall'uomo, è dotato di intelletto che impone le regole di comportamento differenti, la sua fisiologia è diversa dalla nostra, ma per capirlo, bisogna essere in primis PRESENTI nella sua vita, partecipare nella sua formazione sia fisica che psichica, e soprattutto comportamentale. Nessuno nasce imparato, tutti, anche i più esperti hanno avuto la loro prima volta, il loro primo cane, di cui ricordano il nome per tutta la vita! Dunque, l'addestratore/educatore può dare dei consigli, ma educare il vostro cane spetta a voi, se volete che la vostra convivenza sia felice e "senza nuvole"; un veterinario nutrizionista può consigliarvi un tipo di crocchette (spesso di marca con la quale ha una convenzione e non perchè è la migliore), ma sta a voi osservare quale tipo di cibo preferisce il vostro peloso, e quale tipo di cibo lo fa stare in perfetta forma, non gli altri in teoria! Troppo spesso la teoria non coincide con la pratica! Qui possono essere d'aiuto i libri sulla cinofilia, come anche qualche articolo su internet, importante informarsi, cercare i sussidi di base, ascoltare anche i consigli degli allevatori di razze, importante è cimentarsi! Sbagliando si impara, ma delegando le proprie responsabilità agli altri più esperti, più competenti, NON SI IMPARA MAI! Mi domando, che fine ha fatto quella buona e sana cinofilia, basata sulla cultura del cane da lavoro, quando il binomio uomo-cane era inteso come UNITÀ CINOFILA, cioé due in uno, che si capiscono con lo sguardo, che agiscono in sintonia, e dopo aver raggiunto un importante risultato in una gara, che sia di salvataggio o difesa, cerca di tartufo o attitudinale di caccia, agility o pista, stando sul podio il proprietario ha le lacrime di gioia e il cane gliele asciuga con la lingua? Un mondo meraviglioso destinato a scomparire, lasciando posto alla totale commercializzazione di tutto e tutti, creando la cinofilia di padroni e schiavi!!!
A PROPOSITO DELLO STANDARD DEL LAGOTTO. Premetto che tutte le razze canine esistenti hanno il loro perché dell'aspetto che hanno. Se un bassotto é basso, é perché il suo lavoro richiede di entrare nella tana del selvatico; se un PMA é bianco, grande dal pelo folto, é perché il suo lavoro richiede di difendere le pecore dal lupo, dunque stare all'aperto(pelo folto), distinguersi dal lupo(bianco) ed essere superiore di mole all'avversario; se un levriero é alto e fino con la schiena curvata, é perché il suo lavoro richiede da lui la massima velocità e resistenza; e cosí via. Come vediamo da questi esempi, gli standard di razza rispecchiano le necessità fisiche per facilitare un determinato lavoro. Ora passiamo al lagotto. Tutti ormai lo conoscono come cane da tartufo, ma pochi sanno che non é stato da sempre il suo lavoro. Il lagotto appartiene al gruppo 8: cani da riporto da cerca e da acqua, ha come progenitore il barbet, una razza francese antica, dal mantello ricciuto, usato come cane da riporto dalle paludi, cioé cane da caccia. E anche il nostro lagotto fu selezionato come razza allo stesso identico scopo: ricupero delle anatre nei terreni paludosi(da qui anche il nome: lagotto dalla parola lago). E per fare questo lavoro ha la tessitura di pelo riccia e lanosa. Questo tipo di mantello crea una specie di cuscino d'aria che permette al cane di resistere all'acqua e al freddo. E non é solo il mantello che "tradisce" la vocazione acquatica del lagotto; anche le falange dei piedi sono particolari: le dita sono uniti dalla membrana interna, come se fossero le pinne. Soltanto piú tardi, con la bonifica intensiva delle paludi, questa razza, avendo perso il suo impiego originale, fu adibita alla cerca del tartufo. Ed é stato un grande successo! Proprio perché la taglia, la costituzione, la struttura della testa di questo cane gli permetteva di dare il meglio di se nel suo nuovo impiego. Di taglia medio/piccola, agile, ma non iperattivo, quadrato e ne troppo pesante ne troppo leggero, dalla bocca morbida dalla presa delicata, il lagotto si rivelò un ottimo tartufaro. E anche la sua rusticità e resistenza tipica dei cacciatori contribuí alla sua nuova vocazione. Un solo piccolo problemino é rimasto però: la tessitura del mantello non proprio Ideale per il bosco estivo pieno di erbe appiccicose. Ma c'é una soluzione: la tosatura nel periodo estivo. Dunque, nonostante il cambio d'impiego, lo standard redato da Morsiani desrive lo stesso cane-cacciatore dei tempi antichi: leggero mesomorfo, inscritto nel quadrato, con il torace ben sviluppato ma non pesante(inferiore ai 50% dell'altezza al garrese), dall'ossatura asciutta non massiccia. Tali parametri rendono il cane agile, instancabile, dai movimenti facili, non appesantiti! Dovete sapere che piú il cane ha l'ossatura pesante e il torace largo, più é incline a stancarsi. Ecco perché la proporzione altezza/peso per i maschi h:43-48 cm per 13-16 kg; e per le femminucce h:41-46cm per 11-14kg! Come anche le proporzioni cranio/muso: il muso più corto del cranio di 2/10. Anche quí c'è da notare: piú la canna nasale é corta, meno acuto é l'olfatto. E il prognatismo marcato indica la canna nasale troppo corta!Adesso parliamo del colore: bianco, marrone, arancio e le combinazioni tra il bianco e altri due colori: bianco /arancio, bianco/marrone, o roano marrone e cosí detto "bianco sporco" che nient'altro é che bianco/arancio roanato. Perche non nero? Perché la presenza del nero indica la presenza del sangue estraneo, di altre razze, come il confine barbone, riccio, proveniente anche lui da barbet, che però ha nel suo DNA il colore nero! Però pur essendo il "cugino", é un'altra razza! Dunque, carissimi, nello standard del lagotto non vi é nulla di sbagliato! Se i nostri cani sono piú alti o piú pesanti, o sono neri o bianco/neri, non é lo standard da cambiare, ma stare piú attenti nella scelta del allevamento!
PER UN RAPPORTO EQUILIBRATO Ancora una volta tocco il tema cinofilo. Allevo e addestro cani da tantissimi anni, per le mie mani sono passati tante tantissime di queste meravigliose creature, in addestramento, in pensione, e certamente di mia proprietà. E ciò che ho notato, ognuno di loro aveva la propria personalità, propria identità, pur appartenendo alla stessa razza, e alla stessa cucciolata! Loro hanno le personalità esattamente come noi: il carattere, le preferenze, i gusti, il modo di imporsi! E per andare d'accordo con loro, la prima cosa é il rispetto della loro natura! Anche se i cuccioli fanno tanta tenerezza, non sono dei peluche, non sono dei giocattoli. Anche se non parlano, non sono dei capri espiatori sui quali riversare la propria arrabbiatura! Anche se donano tantissimo affetto, non sono dei bambini da vestire e calzare, o addobbare con dei fiocchetti, berretti, o tingerli le unghie! E soprattutto quando prendete un cane, sappiate che in media vivono 12 anni(talvolta anche di più), e dovete giurare solennemente a voi stessi che per quel periodo, nel bene o nel male, dovete dar loro l'assistenza! Non è un oggetto da sbarazzarsene quando non serve! Dunque, dopo la premessa di ciò che il cane non è, passiamo a ciò che in realtà è! Prima di tutto è un essere vivente di una specie diversa dal uomo, e segue le regole di comportamento diverse dalle nostre. Ha i bioritmi diversi dai nostri, e anche la dimostrazione d'affetto viene espressa diversamente.Se si riesce a fissare nella mente le semplici regole del suo comportamento, la convivenza sarà piacevole per entrambi. Si, carissimi, PER ENTRAMBI, perché dobbiamo smettere di essere egoisti e ragionare a senso unico!Il cane é un canide, e i canidi nella natura scavano le tane, dove si rifugiano, e dove fanno nascere e allevano i cuccioli. Dunque, la prima regola: a prescindere dalla razza, taglia o impiego che avrà il cane, che sia tenuto nel giardino o dentro casa, deve avere il posto tutto per se. Nel giardino deve avere la sua cuccia, e anche nel interno di un box deve esserci una cuccia. Nel appartamento invece, deve avere il suo angoleto, dove gli umani non lo disturbano! Ha bisogno del suo spazio, dove può addormentarsi, o mettersi a rosicchiare un ossicino in santa pace!A proposito del ossicino, ecco la seconda regola: tutti i cani tendono a difendere il cibo. Questo istinto é ereditato dagli antenati selvatici, che vivendo nei branchi erano costretti a difendere il boccone dagli altri membri del branco. Perciò quando gli mettete la ciotola davanti al muso, evitate di metterci le mani, o toglierla mentre sta mangiando! E se avete più di un cane, per evitare le zuffe tra loro, date loro da mangiare nei posti separati! Lo stesso vale per un osso, che sia esso naturale preso dal macellaio o artificiale comprato nel negozio per cani! La terza regola: il linguaggio del corpo è molto importante nel cane, e guardarsi fissi negli occhi tra due individui significa sfidarsi. Perciò, fissando negli occhi un cane per lui significa l'atteggiamento aggressivo, e si metterà subito sulla difensiva. Mai fissare un cane dritto negli occhi!Sempre continuando a parlare del linguaggio del corpo, la quarta regola: alla maggior parte di cani piacciono le coccole, ma devono essere date in modo appropriato per essere considerate tali ed apprezzate dal cane. Soprattutto se il cane non é di vostra proprietà, non allungate la mano sopra la testa. Non tutti i cani lo tollerano! Fategli piuttosto una grattatina sotto il mento o dietro l'orecchio, sono i punti in cui i cani gradiscono di essere accarezzati. Poi, se il cane é vostro, o comunque godete della sua confidenza, e il cane vi mostra la pancia, anche li, gli piace essere accarezzato; anzi, una grattatina, e si stende beato! Ma i gesti come abbracci, baci, prese in braccia, non sempre e non da tutti i cani vanno tollerati! Certo, dipende molto dalla razza e la taglia del cane! E anche dal buon senso della persona!E infine l'ultima regola: farsi capire dal vostro cane, cioè mettere i paletti tra ciò che é permesso e ciò che è vietato, tra ciò che è d'obbligo e ciò che è facoltativo. E questo deve avvenire quando è cucciolo, piú diventa grande, più sarà difficile far rispettare le regole! Come prima cosa il "no" secco e deciso, che non va contestato con gli abbai, ringhi o altro. Poi il collare, il guinzaglio, la spazzola e il lavaggio devono essere insegnati fin da subito, anche se all'inizio non piace, va fatto appunto, spesso, finquando il cucciolo impara a tollerare tali operazioni. E poi, non è una regola, ma un semplice consiglio, come sempre, la moderazione in tutto. Se il vostro cane è di taglia piccola o media/piccola ed è a pelo raso, non c'è nulla di male nel mettergli addosso un cappottino, ma se avete una razza a pelo folto o lungo, di taglia media o grande, non fate i fanatici, non umanizzate i vostri cani, rispettate la loro natura! Il loro organismo si adatta perfettamente agli sbalzi di temperatura, e sinceramente, vedere un collie, un pastore tedesco o un golden retriever con addosso un cappotto, o peggio ancora, vedere un lagotto tosato a zero in pieno inverno, per fargli indossare un cappotto, NON È L'AMORE verso il cane, ma il fanatismo puro! Perciò, se volete che la convivenza con i vostri pelosi sia serena e gradevole, rispettateli, perchè soltanto rispettando si dimostra il vero amore, e si rende felici anche loro, e non solo noi stessi!
PMA: CAVALIERI DEL MONDO ANIMALE. Oggi vorrei toccare l'argomento cinofilo, in particolare presentarvi una razza canina molto diffusa, ma aimé poco conosciuta per le sue qualità uniche! Voglio parlare del pastore maremmano abruzzese. Una razza talmente antica, che le notizie storiche della sua presenza sulla nostra Penisola risalgono alla notte dei tempi, la loro descrizione è riportata persino negli scritti di Varrone a. C. e di Columella d.C.Un cane da gregge, di taglia grande, di struttura generale potente, dal mantello folto e abbondante dal colore unicamente bianco(per questa razza l'unico colore ammesso dallo standard), ha avuto da sempre il compito di proteggere il gregge e la proprietà dagli attacchi di lupi, altri predatori, e i briganti. E forse perché fa questo mestiere fino dai primordi, ha sviluppato le caratteristiche comportamentali davvero eccezionali. É una delle poche razze canine dotata di capacità di analizzare la situazione ed agire di conseguenza in modo autonomo, senza il comando impartito dall'uomo! Se un pastore ha questi cani come ausiliari, si fida di lasciare il gregge in montagna, senza starci di persona: i cani sanno da soli ciò che devono fare! Infatti, questi giganti bianchi hanno un senso di dovere incomparabile. Non abbandonano mai le pecore a loro affidate. Ne per via di maltempo, ne per fame, ne per nessun altro comprensibile motivo, loro non si allontanano dal gregge! In casi estremi, si narra, quando i pastori per qualche motivo si trovarono nell'impossibilità di portare il cibo ai cani, questi ultimi si sono lasciati morire di fame, ma non sono scesi nel villaggio pur potendo, per non lasciare il gregge incustodito! Per loro le pecore sono la famiglia, perché i cuccioli crescono assieme agli agnelli, condividendo talvolta anche la mammella della pecora allattante. Da qui anche l'altro nominativo della razza: mastino. Anche se molto discusso e contestato, la semantica di questo termine riporta proprio questo: mastino vuol dire fratello di latte, e non un cane di tipo molossoide. Fa tanta tenerezza vedere questi "orsi bianchi" coccolare le pecore, i cuccioli giocare con gli agnelli. Sono infinitamente amabili con i loro protetti. Ma quando arriva il momento di difendere le mandrie dai predatori, si trasformano in vere e proprie macchine da guerra! E anche nei casi in cui questi cani non sono impegnati nella guardia delle pecore, il loro modo di essere protettivi si riversa su qualsiasi essere vivente che coabita con i loro proprietari ed ha bisogno di protezione. Possono essere i cani di altre razze di taglia piú piccola, oche, galline, talvolta persino gatti, ma soprattutto i figli e i nipoti del padrone! Con il proprietario invece sono discreti e nello stesso tempo indipendenti. Si fanno coccolare tanto e non più, vogliono il loro spazio, e non solo nel senso geografico! Non amano la presenza umana costante ed invadente.Erroneamente questi cani sono etichettati come "teste dure". Purtroppo la testa dura in questo caso ha l'uomo che confonde l'obbedienza con l'intelligenza. Il PMA é un cane capace di pensare, si, proprio così, di pensare da se! Non ha bisogno di essere addestrato a fischietto, e non si fa addestrare in tal modo perché lo trova inutile! Si, carissimi il cane pensante lo trova inutile, lui si sente realizzato quando è impegnato in qualcosa di pratico, qualcosa di logico, come la difesa del bestiame! Non trova l'utilità alcuna nel riportare il bastone o mettersi seduto, sdraiato e alzarsi a comando! Lui é al di sopra di ciò, lui si fa rispettare da pari a pari! Non é uno schiavo, ma un guerriero! Un guerriero dal mantello bianco, che scorta le pecore transumanti! Ecco perchè considero questa razza "templare del mondo animale"!
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