giovedì 8 luglio 2021

A PROPOSITO DELLO STANDARD DEL LAGOTTO. Premetto che tutte le razze canine esistenti hanno il loro perché dell'aspetto che hanno. Se un bassotto é basso, é perché il suo lavoro richiede di entrare nella tana del selvatico; se un PMA é bianco, grande dal pelo folto, é perché il suo lavoro richiede di difendere le pecore dal lupo, dunque stare all'aperto(pelo folto), distinguersi dal lupo(bianco) ed essere superiore di mole all'avversario; se un levriero é alto e fino con la schiena curvata, é perché il suo lavoro richiede da lui la massima velocità e resistenza; e cosí via. Come vediamo da questi esempi, gli standard di razza rispecchiano le necessità fisiche per facilitare un determinato lavoro. Ora passiamo al lagotto. Tutti ormai lo conoscono come cane da tartufo, ma pochi sanno che non é stato da sempre il suo lavoro. Il lagotto appartiene al gruppo 8: cani da riporto da cerca e da acqua, ha come progenitore il barbet, una razza francese antica, dal mantello ricciuto, usato come cane da riporto dalle paludi, cioé cane da caccia. E anche il nostro lagotto fu selezionato come razza allo stesso identico scopo: ricupero delle anatre nei terreni paludosi(da qui anche il nome: lagotto dalla parola lago). E per fare questo lavoro ha la tessitura di pelo riccia e lanosa. Questo tipo di mantello crea una specie di cuscino d'aria che permette al cane di resistere all'acqua e al freddo. E non é solo il mantello che "tradisce" la vocazione acquatica del lagotto; anche le falange dei piedi sono particolari: le dita sono uniti dalla membrana interna, come se fossero le pinne. Soltanto piú tardi, con la bonifica intensiva delle paludi, questa razza, avendo perso il suo impiego originale, fu adibita alla cerca del tartufo. Ed é stato un grande successo! Proprio perché la taglia, la costituzione, la struttura della testa di questo cane gli permetteva di dare il meglio di se nel suo nuovo impiego. Di taglia medio/piccola, agile, ma non iperattivo, quadrato e ne troppo pesante ne troppo leggero, dalla bocca morbida dalla presa delicata, il lagotto si rivelò un ottimo tartufaro. E anche la sua rusticità e resistenza tipica dei cacciatori contribuí alla sua nuova vocazione. Un solo piccolo problemino é rimasto però: la tessitura del mantello non proprio Ideale per il bosco estivo pieno di erbe appiccicose. Ma c'é una soluzione: la tosatura nel periodo estivo. Dunque, nonostante il cambio d'impiego, lo standard redato da Morsiani desrive lo stesso cane-cacciatore dei tempi antichi: leggero mesomorfo, inscritto nel quadrato, con il torace ben sviluppato ma non pesante(inferiore ai 50% dell'altezza al garrese), dall'ossatura asciutta non massiccia. Tali parametri rendono il cane agile, instancabile, dai movimenti facili, non appesantiti! Dovete sapere che piú il cane ha l'ossatura pesante e il torace largo, più é incline a stancarsi. Ecco perché la proporzione altezza/peso per i maschi h:43-48 cm per 13-16 kg; e per le femminucce h:41-46cm per 11-14kg! Come anche le proporzioni cranio/muso: il muso più corto del cranio di 2/10. Anche quí c'è da notare: piú la canna nasale é corta, meno acuto é l'olfatto. E il prognatismo marcato indica la canna nasale troppo corta!Adesso parliamo del colore: bianco, marrone, arancio e le combinazioni tra il bianco e altri due colori: bianco /arancio, bianco/marrone, o roano marrone e cosí detto "bianco sporco" che nient'altro é che bianco/arancio roanato. Perche non nero? Perché la presenza del nero indica la presenza del sangue estraneo, di altre razze, come il confine barbone, riccio, proveniente anche lui da barbet, che però ha nel suo DNA il colore nero! Però pur essendo il "cugino", é un'altra razza! Dunque, carissimi, nello standard del lagotto non vi é nulla di sbagliato! Se i nostri cani sono piú alti o piú pesanti, o sono neri o bianco/neri, non é lo standard da cambiare, ma stare piú attenti nella scelta del allevamento!

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